Quando i Quaccheri facevano design

Scuotere in armonia
di Antonio Guiotto
Forse qualcuno si ricorda che tendo spesso a dire che nel design, quello vero, quello che merita di essere considerato tale, un aspetto fondamentale, è dato dalla funzionalità, una caratteristica che in un pezzo ben progettato, ne determina anche la forma. Allora possiamo dire che la forma di un oggetto creato dall’uomo è la conseguenza della funzione per cui è pensato, e la funzione è il frutto della riflessione sulla soluzione di un problema posto. Non nego niente di tutto questo, e anzi vorrei sottolinearlo, come ho già tentato di fare in altre occasioni, parlandovi di alcuni architetti e designer giapponesi, ma in questa occasione, vorrei raccontarvi di qualcosa che potrebbe essere considerato un movimento, ma che prima di tutto aveva una base religiosa.
Vorrei parlarvi di un gruppo; che spinti da attente ma flessibili regole religiose, è riuscito a concepire oggetti d'utilizzo quotidiano, con varietà ad ampio spettro, senza pensare che ciò che facevano, era innovativo, semplicemente per tentare di dare pulizia alle linee, tralasciando decorazioni inutili alla funzione dell’oggetto pensato, e mi riferisco agli Shaker; un gruppo religioso specializzato successivamente in “design”(anche se va detto che la parola “design”, o il suo concetto è successivo e di quasi 100 anni a quello del lavoro degli Shakers) che svolse la propria attività nella produzione artigianale di mobili, strutture di arredamento, contenitori, cesti, tessuti, macchine per tessitura e lavorazione del legnoi, infatti non si limitarono ad inventare uno stile personale, senza avere la presunzione di farlo, ma furono innovativi anche nel pensare a tecnologie in grado di velocizzare la realizzazione degli stessi oggetti, senza mai pensare di brevettare idee o modelli, perché tutto ciò che usciva dalle loro botteghe era un dono di Dio, si limitavano a vendere il loro prodotto, senza una logica di mercato e profitto col puro scopo di arricchimento, ma solo per migliorare la comunità. Erano chiamati anche col nome di United Society of Believers in Christ’s Second Appearing (Coloro che credono in un
a seconda apparizione di Cristo) o anche Shaking Quaquers, (i quaccheri che si agitano), perché durante le cerimonie religiose ballavano, scuotendo ed agitando mani e piedi, per liberarsi dai peccati e dalle influenze negative del mondo. Va detto anche, che fra le società comunitarie che si stabilirono negli Stati Uniti nel periodo del 1700 del 1800, furono una di quelle di maggior successo. Gli Shaker si strasferirono in America dalla città inglese di Manchester nel 1774 sotto le direzioni Ann Lee, fondatrice movimento. Nello stato di New York nelle vicinanze della contea Albany, cominciarono a stabilire i fondamenti per la pratica di uno schema religioso che svolse la propria attività a pieni rigori per 220 anni. Oggi una delle loro comunità rimane a Sabbathday Lake nel Main, dove continua ad esercitare le proprie attività di design artigianale.
A partire dal loro arrivo in America gli Shaker furono notati da molti abitanti del posto che scelsero di convertirsi alla loro religione attratti dal modo in cui Ann Lee predicava la propria relazione con Dio, e scelsero di riunirsi in comunità legati dalla loro fede condivisa e dall'impegno all'onestà, all'ugualianza fra i sessi, e ai buoni rapporti umani. Nel 1830 gli Shakers si erano estesi notevolmente fondando comunità nel Massachusetts, nel New Hampshire, nel Kentucky, nel Maine, nell'Ohio, e nell'Indiana raggiungendo il massimo della popolarità nel 1850. Ann Lee, chiamata anche Madre Anna, la cui posizione includeva il potere temporale e spirituale, era il profeta dello spirito di Cristo e ne prevedeva una futura reincarnazione. I Fratelli e le Sorelle della Comunità Shaker, che svolgevano la propria attività lavorativa sotto la sua direzione, tramite il proprio lavoro si proponevano di realizzare una visione "artistica" di paradiso terrestre. Uno dei suo discepoli un giorno le disse che nel costruire una sedia immaginava di crearla perchè una figura angelica potesse sedercisi.
Dall'impegno Shakers risultano realizzazioni caratterizate dalla creatività, dall'accuratezza e dalla semplicità delle linee. Le loro costruzioni erano realizzate con molta professionalità ed avevano impianti moderni ed efficenti in un design che enfatizza funzione e stile. La creatività e la professionalità degli Shakers, sostenuta dall'uso di tecnologia avanzata diede luogo ad una vasta gamma di prodotti innovativi di alta qualità, che oltre ad essere usati all'interno del
gruppo, venivano venduti con successo al di fuori della comunità.
Nel processo di creazione di un mobile, gli artigiani usavano l'esperienza e l'osservazione per produrre soluzioni decorative e funzionali. Sviluppando un approccio ai complessi problemi del "design", considerarono una serie di alternative tratte dalle proprie aspettative e dall'obbiettivo di soddisfare le richieste della clientela. Su queste linee la comunità Shaker creò prodotti che riflettono il proprio stile e la società in cui lavorava. Bello è pensare che più che tentare di complicare la vita, sia necessario semplificarla, cercando di ridurre al minimo lo sforzo per le mansioni quotidiane, e tutto il tempo che resta può essere speso per il proprio diletto, e nel caso degli Shakers, era utilizzato per la preghiera, i balli e il canto.
Oggi un pezzo Shaker, ha un grande valore di mercato, per la loro rarità, ed una sedia può costare anche 10.000 $, tuttavia, i pezzi firmati sono molto rari: (marcare gli articoli prodotti, significava superbia e amor proprio). Su alcuni pezzi dell'800, però, i collezionisti possono trovare due sigle che indicano l'anno di produzione o una combinazione di numeri e lettere. Un discorso diverso vale per gli articoli destinati al commercio: ben presto, infatti, gli Shakers cominciarono a produrre anche oggetti destinati alla vendita, riscuotendo grande successo presso la borghesia; parecchi furono marcati, soprattutto le sedie.
Gli Shakers registrarono un marchio nel 1873 e applicarono etichette alle sedie, generalmente su una gamba o sullo schienale. Le sedie autentiche, comunque, hanno una patina inconfondibile, che non può essere riprodotta. Molte sono costruite con legni misti, come una combinazione di noce e acero; le riproduzioni, invece, generalmente utilizzano un unico tipo di legno.
Molte sono le analogie tra lo stile Shakers e il design Giapponese o quello Scandinavo, e se per il primo si trattò di una coincidenza dettata da simili modi di rapportarsi con il mondo, per il secondo fu di una vera e propria ispirazione, sussurrata quanto mai confessata.