Dal Medio Oriente a Londra

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Zaha Hadid

di Antonio Guiotto



Non si sente spesso parlare di Architetti donna, forse, perché viviamo ancora in una società patriarcale, dove i maggiori posti di comando sono occupati dai maschietti. Ogni tanto si sente parlare di qualche designer donna, stilista donna, ma per l’architettura è molto raro, a meno che non facciano parte di un gruppo o di uno studio associato.
C’è però Zaha Hadid, che sicuramente merita di essere ammirata, e non perché raro esempio femminile della sua categoria, ma perché brava e competente.
Zaha Hadid, è nata in Iraq, l’inizio della sua formazione non è del tutto creativo, ha infatti studiato matematica alla American University di Beirut, anche se poi sapendo che non sarebbe riuscita ad ottenere grandi risultati di carriera, restando in un paese che in poco più di dieci anni ha visto 4 colpi di stato, decise di trasferirsi a Londra per studiare alla Architectural Association.
Fu prorprio all’ Architectural Association che conobbe il suo maestro; Rem Koolhaas, con il quale, una volta ottenuta la laurea, cominciò a lavorare all'Office for Metropolitan Architecture diventando socia nel 1977.
E proprio nell’anno in cui l’Iraq, appoggiato dalla Nato e dagli USA, decide di invadere l’Iran, e cioè nel 1980, che stabilisce il suo studio a Londra, e sempre in quel periodo inizia ad insegnare alla Architectural Association.
Nel 1994, mentre si scatenava la crisi del golfo, ha insegnato alla Graduate School of Design dell'Università di Harvard, occupando proprio la cattedra che fu di Kenzo Tange.
Vincitrice di molte competizioni internazionali, diversi dei suoi vincenti progetti non furono mai costruiti, come ad esempio il Peak Club in Hong Kong (1983) e il Cardiff Bay Opera House in Galles (1994). Nel 2002 Hadid vinse la competizione internazionale per disegnare il masterplan dei Singapore one-north. Nel 2005, il suo progetto vinse la competizione per il Nuovo Casinò della città di Basilea in Svizzera. A Roma è stato ultimato il Maxxi, il nuovo centro per le arti contemporanee, finito nel 2009.
Ma la Hadid, non è solo un eccellente architetto, infatti fra le sue attività ci sono anche molti progetti inerenti al mondo del disegno industriale, nel 2008 per esempio, la designer irachena ha realizzato, per l'azienda italiana Serralunga, Flow: un particolare vaso in polietilene, una scultura a tutto tondo che mostra un profilo diverso da ogni angolazione lo si guardi. Il fascino del vaso è dato non solo dalla particolare forma quasi organica che si contrappone alla pulizia della superficie laccata, ma anche dalle generose dimensioni, difatti è stato realizzato in due grandezze, la più grande è di 2 metri di altezza, la più piccola di 1,20 m. Flow, è realizzato tramite il sistema produttivo a stampaggio rotazionale.
Tra le altre cose, nel 2004 Hadid è divenuta la prima donna a vincere il Premio Pritzker, che è il corrispettivo del nobel per l’architettura, altri a vincere questo premio sono stati l’italiano Aldo Rossi, il giapponese Kenzo Tange e lo svizzero Peter Zumthor, del quale vorrei parlarvi proprio nel prossimo articolo.